Perché è nato il “codice privacy”

La storia

Negli anni ’70 i governi di una nazione del Nord Europa attribuirono un codice di riconoscimento individuale a tutti i cittadini (il nostro codice fiscale) avviando una serie di programmi sociali.

Vennero archiviati in un elaboratore i dati sanitari e cartelle cliniche dei cittadini con la possibilità di accedere alla loro consultazione, per mezzo di terminale collegato alla rete telefonica pubblica, da parte degli addetti sanitari.

Un medico quindi, grazie al C.I. del proprio paziente aveva aveva a disposizione l’anamnesi completa onde intervenire in base anche a una conoscenza clinica dell’individuo.

In seguito venne riportato che a un cittadino venne rifiutata un’assunzione in quanto sulla sua cartella clinica informatica era riportata la notizia di un parente stretto afflitto da una malattia mentale.

Le leggi a tutela della sicurezza dei dati” hanno lo scopo di evitare che “dati sensibili” possano essere utilizzati per fini diversi da quelli per cui sono stati raccolti. Un’informazione utile dal punto di vista medico, ad esempio, deve essere utilizzata solo ed esclusivamente in quest’ambito.

Finalità del codice:

Le norme del Codice della privacy, conformi ai dettami dell'Unione Europea, garantiscono che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali (tutelati, anche, dalla Costituzione della Repubblica), della dignità delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza e all'identità personale, e delle persone giuridiche.

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